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Chiaroscuro, il restyling di una rivista differente

Febbraio 8, 2020 Federica Trapani

Chiaroscuro, il restyling di una rivista “differente”

Chiaroscuro, il restyling di una rivista differente

Personalmente considero la rivista come il canale comunicativo più creativo che possa essere mai stato inventato.

La carta spesso può sembrare un fattore limitativo dello spazio a disposizione. Certo, un sito web, essendo virtuale, non ha limiti per quanto riguarda i contenuti, sia visivi che testuali.

Ma la carta ci da un’altra grande opportunità. Comunicare non solo attraverso la vista, ma anche attraverso il tatto.

Ti sei mai chiesto perchè molti lettori preferiscono (e preferiranno sempre) il libro cartaceo all’ebook?

Il motivo principale è il poter sfogliare le pagine con le dita, toccarle con i polpastrelli e sentire il profumo dell’inchiostro sulla carta… Sensazioni che ti fanno “vivere” in tutto e per tutto il libro che stai leggendo.

Lo stesso vale per le riviste.

Dalla carta ai colori, dai temi trattati alla gabbia grafica con cui viene impaginata, si può dar vita ad un prodotto talmente tanto personalizzato che spesso non ha bisogno di presentazioni.

Mi è capitato diverse volte di dover inventare il layout di una rivista e lavorare alla sua realizzazione grafica, ma con Chiaroscuro è nata una vera e propria “storia d’amore”, scoccata a prima vista… O meglio, alla prima riunione.

 

Il primo appuntamento con la Redazione

Fine 2017. Chiaroscuro n°47. Vengo contattata dalla mia carissima professoressa di Italiano.

La rivista per cui scriveva aveva bisogno di una rinfrescata, e ha pensato che quel lavoro facesse proprio al caso mio. 

Partecipo così alla prima riunione di redazione, eravamo circa una ventina di persone. Indossavo maglioncino e sciarpa rossa che si mimetizzavano alla perfezione con la mia faccia, rossa pomodoro a causa della mia immensa timidezza che difficilmente so nascondere.

Così, tra una battuta e l’altra, mi presentarono la rivista.

Chiaroscuro, un periodico in cui si racconta la città di Foligno e non solo. Un giro a tutto tondo tra svariati argomenti: storie coinvolgenti, di ieri e di oggi, sguardi incrociati.

Le penne sono tante. Ognuno di loro fa un mestiere diverso, qualcuno studia, qualcuno insegna, alcuni sono lavoratori autonomi, altri invece lavoratori dipendenti, altri ancora non lavorano.

Autori di tutte le età, ognuno con le proprie esperienze, i propri ideali, le proprie convinzioni.

Durante quel “colloquio”, nella mia mente esplosero tantissime idee. Dovevo solo arrivare a casa, mettermi davanti al pc e cercare di riordinarle tutte, iniziando a lavorare su quello che poi sarebbe stato il risultato finale.

 

chiaroscuro-rivista-foligno-realizzata-da-federica-trapani-graphic-designer

 

La trasformazione della rivista

Fino al numero 47, la rivista si presentava interamente in bianco e nero. La copertina era composta da una pagina nascosta e completata da un’aletta in cartoncino su cui era riportata di volta in volta un’illustrazione diversa, dallo scopo strettamente decorativo.

Al suo interno, gli articoli scorrevano ininterrottamente, divisi tra loro solo da immagini didascaliche, spaziando tra argomenti di ogni genere. L’intero prodotto era caratterizzato da una stampa in bianco e nero, su carta avorio.

Un magazine affascinante, composto da articoli sempre molto interessanti. Ma occorreva un tocco in più, un’impaginazione che desse ordine e che rafforzasse la bellezza dei contenuti.

Assimilati i primi dettagli, e realizzata la prima bozza, Chiaroscuro per me non era più un semplice magazine. Era diventato un insieme di immagini, di dettagli, un raccoglitore di tanti pensieri diversi; una fantastica storia da narrare, sia in bianco che in nero.

Ed ecco, ad oggi, come si presenta il nuovo Chiaroscuro.

La copertina è stata lasciata simile alla precedente per non perdere la riconoscibilità ottenuta negli anni. L’illustrazione che cambia ad ogni numero, realizzata da Grazia Marianeschi, attraverso forme e colori racconta il tema principale del numero.

I primi spazi interni sono ora dedicati alla presentazione della rivista, e l’indice aiuta a scandire le sezioni e gli argomenti, classificati e differenziati con icone semplici ed immediate.

I contenuti, stampati su carta bianca mantenendo lo stile del bianco e nero, sono ora divisi tra di loro dal termine della pagina, e lasciano un po’ di spazio anche ad immagini e, perchè no, ad illustrazioni disegnate dagli stessi autori dell’articolo. 

Ogni articolo termina con una brevissima (e simpatica!) biografia dell’autore, accompagnata da un’icona distintiva.

Al centro della rivista, il pezzo forte: un inserto a colori, dedicato ad un reportage fotografico realizzato da fotografi professionisti. Non a caso il nostro direttore è un bravissimo fotografo 😉

È così che Chiaroscuro, per me, è diventato un prodotto vivente. Ora ha il suo carattere, il suo aspetto fisico definito, e si sa raccontare di sé.

 

Chiaroscuro Foligno, l'identità visiva del magazine

 

L’ispirazione

Chiaroscuro è uno dei lavori di cui vado più fiera.

Sarà che sono entrata a far parte di questa bellissima strana famiglia, con cui adoro collaborare e con cui sono nati bellissimi rapporti (è la parte che amo di più del mio lavoro!).

Ad oggi, quando trovo il tempo, oltre che ad impaginare di volta in volta il nuovo numero che esce ogni tre mesi, mi piace partecipare con qualche articolo a tema.

Non posso negare che la prima lettrice in assoluto sono io, perchè mentre lo impagino mi soffermo spesso a leggerne gli articoli.

Realizzare una rivista è gratificante, ma allo stesso tempo complicato. Bisogna far “tornare i conti” con lo spazio a disposizione, controllare che in fase di stampa vada tutto bene.

Ma prima di tutto, bisogna trovare l’idea, il vestito che calzi a pennello con il contenuto, la borsa che si abbini bene alle scarpe.

Dove ho trovato l’ispirazione per svolgere al meglio questo lavoro?

In primo luogo, dallo scenario che mi si è presentato davanti durante la prima riunione.

Un collettivo di autori di ogni genere, con vite e passioni troppo diverse l’uno dall’altro, ma con una cosa in comune: la passione per la scrittura e per la rivista.

Un altro fattore, ma di certo non meno importante, è stato l’aiuto che ricevo sempre dalla musica.

La canzone che mi ha dato l’ispirazione giusta è stata “Volta la carta”, di Fabrizio De Andrè.

Il ritmo, la storia, il susseguirsi di figure continue e discontinue tra di loro, queste carte che si girano e rigirano continuamente e perchè no, anche la voce di De Andrè, che personalmente adoro.

Chiaroscuro è vedere le cose da prospettive diverse, è il viaggio unico e personale di ciascun componente: la destinazione è la stessa, ma le tappe e i tragitti sono differenti. 

Chiaroscuro è la voce del popolo, dei propri mestieri, delle proprie esperienze, delle proprie vite, e ne racconta le mille sfaccettature.

Chiaroscuro è arte, musica, poesia, letteratura, scienza, crescita e cultura.

In tutto questo Chiaroscuro è bianco, ma anche nero.

Chiaroscuro è d’accordo, ma anche in disaccordo. Chiaroscuro è un sognatore, ma anche un realista. Chiaroscuro è vecchio, ma anche giovane.

Chiaroscuro non rispetta il tempo: è passato, presente e futuro.

Chiaroscuro è un viaggio bizzarro attraverso gli occhi della vita.

Se vuoi vedere la pagina dedicata al progetto puoi cliccare qui.

Ed ora ti anticipo che il prossimo numero è in uscita per il mese di Marzo, il numero 56, che vedrà l’ingresso della rivista nel suo decimo anno!

Se questo articolo ti ha incuriosito e vorresti approfondire l’argomento, puoi visitare il sito della rivista cliccando qui, oppure puoi sottoscrivere il tuo abbonamento e ricevere direttamente a casa tua i prossimi numeri della rivista. Ti assicuro che ne vale la pena!

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